
Dalla scultura all’arte digitale: le opere sul podio del Premio Acea Contemporanea
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’arte digitale, fino alla performance, al design e alla moda: Acea, in collaborazione con Valore Italia, ha aperto le porte del Museo Acea Heritage per mostrare al pubblico le opere realizzate dagli studenti di Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Italiana e SAE Institute per la prima edizione del Premio Acea Contemporanea, un’iniziativa che riconosce nell’arte e nella cultura strumenti strategici per promuovere un impatto concreto e duraturo sui temi ESG.
Al centro del progetto c’è l’acqua, risorsa essenziale per la vita ma limitata e sempre più al centro delle sfide del nostro tempo. Il Premio nasce con l’obiettivo di creare un dialogo autentico tra il mondo dell’impresa e la ricerca artistica contemporanea, valorizzando il talento delle nuove generazioni e arricchendo la collezione corporate di ACEA con opere capaci di offrire una lettura attuale di una delle questioni più urgenti per il futuro.
I progetti vincitori – scheda di approfondimento
Primo Premio: Flowing di Rucsanda Cristache
L’installazione si ispira ai solidi platonici, richiamando l’icosaedro come simbolo dell’acqua: una sfera frammentata e fragile, racchiusa in un cubo di plexiglas che evoca la terra e la materia contemporanea. In un equilibrio precario tra acqua e materia, lo spettatore, attraverso il movimento e lo sguardo, diventa parte attiva del processo, chiamato a riconoscersi responsabile della condizione attuale dell’acqua come risorsa limitata e dipendente dall’azione umana.
Installazione, cm 50 x 50 x 50

Secondo Premio: La misura dell’acqua di Silvia Spoti
L’opera mette in relazione lo scorrere dell’acqua e quello del tempo, sottolineando la loro forza silenziosa e incessante. L’alveo del fiume è inciso nel plexiglas seguendo le tracce delle cartine di un vecchio atlante geografico, mentre la luce ne rivela la trasformazione, evidenziando la perdita di portata e la natura alterata dei corsi d’acqua a causa della carenza idrica.
8 tavole in plexiglas e carta, cm 34 x 46 ciascuna

Terzo premio pari merito: 240 Liters (way of finding) di Valerio Pacini
L’installazione site‑specific utilizza una vasca da 240 litri, la quantità media giornaliera d’acqua utilizzata da una persona, per riflettere sull’impronta idrica individuale e sull’inquinamento ambientale: l’acqua è sostituita da shade ball, sfere in plastica alimentare nere impiegate per proteggere e ridurre l’evaporazione delle riserve idriche in periodi di siccità, trasformando la vasca in un’immagine metaforica della possibile perdita di accesso a questa risorsa.
Installazione, cm 100 x 120 x 20

Terzo premio pari merito: Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve? di Giorgia Armario
Progetto fotografico che intreccia immagini contemporanee e fotografie d’archivio di paesaggi innevati, mettendo a confronto le abbondanti nevicate del passato con la progressiva rarefazione della neve nel presente. Attraverso un dialogo tra memoria personale e trasformazione ambientale, l’opera riflette sulla perdita della ciclicità climatica e sulla responsabilità umana nel mutamento del rapporto tra uomo e natura, evocando un paesaggio sempre più fragile.
Trittico di stampe fotografiche, cm 75 x 50

Menzione speciale: Acea Heritage Box di Lars Lattacher
Campagna educativa dedicata alle scuole dell’infanzia e primarie che trasforma la cura dei “nasoni” di Roma in un’esperienza creativa e partecipativa. Attraverso la raccolta di foglie, la produzione di carta fatta a mano e inchiostri naturali e i timbri decorativi ispirati ai nasoni e agli acquedotti, i giovani studenti riscoprono il patrimonio storico della città tra arte e tutela dell’ambiente.
Cartone, timbro in filamento PLA, soda da bucato, amido di mais, box cm 5 x 13 x 7,3, paper cm 13 x 8,5







