
La conservazione programmata e preventiva: un approccio in continua evoluzione
Mario Turetta, Segretario generale del Ministero, introduce al Convegno Internazionale di Parigi “La conservazione programmata e preventiva: un approccio in continua evoluzione”, tenutosi il 20-21 giugno 2023.
Gli atti del convegno sono pubblicati e consultabili a questo link.
Sono contento dunque che il rapporto tra i due Paesi sia coltivato dalle singole realtà culturali italiane, molte afferenti al Ministero della Cultura che rappresento e che queste si uniscano dando vita a momenti di confronto che possono a loro
volta dare origine a collaborazioni fruttuose Italia – Francia nell’ambito museale, della formazione, della ricerca e delle tecnologie applicate e al vasto e prezioso patrimonio culturale.
Quando si parla di patrimonio è imprescindibile considerare il prendersene cura, dobbiamo infatti garantire la sua persistenza nel tempo. Già Cesare Brandi ma soprattutto Giovanni Urbani compresero l’importanza di agire in questa direzione, tutelando il patrimonio artistico in senso programmato e preventivo. Proprio questa è la premessa delle due giornate di confronto, durante le quali porteranno la loro esperienza importanti realtà italiane quali l’Istituto Centrale per
il Restauro di Roma, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, il Centro di Restauro La Venaria Reale, la Scuola di Restauro di Botticino, oltre ad alcune grandi esperienze dello scenario italiano e francese quali la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, il Centre Interdisciplinaire de Conservation et de Restauration du Patrimoine di Marsiglia, la Fondazione Cotec, la Fondazione Louis Vuitton, la Fondazione ICOM, Confindustria e realtà da sempre attive nel sostegno alla salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio, come Intesa Sanpaolo.
È noto che la strategia della conservazione programmata si traduce nella prevenzione come modalità che preserva l’autenticità materiale e diminuisce i costi di intervento, ma affinché questa diventi una pratica sistematica è necessaria una buona programmazione, la messa in campo di tecnologie, l’investimento di risorse nella ricerca e nella sperimentazione. Concludo prendendo in prestito le parole di Peggy Guggenheim: questa iniziativa avrà assolto il suo compito solo se riuscirà ad essere di aiuto al futuro e non a registrare il passato, pensando la tutela non solo come azione preventiva, bensì come atteggiamento quotidiano volto a un’azione conservativa corale; sono certo che questo convegno vada in questa giusta ed efficace direzione.
Auguro a tutti voi un buon lavoro e vi ringrazio per le preziose attività che quotidianamente svolgete a supporto di ciò che più ci appartiene, il nostro patrimonio. Ringrazio Valore Italia e i curatori scientifici del seminario: Chiara Rostagno, Arianna Beretta e Angelo Crespi.






